PDRho - News

2010 [n.3] - Un sindaco a progetto e una Lega senza faccia

Il Consiglio Comunale di Rho, martedì 15 giugno – convocato per discutere la mozione di sfiducia presentata dal PD e da tutte le opposizioni - ha dimostrato definitivamente che il Sindaco Zucchetti non ha da realizzare un programma comunemente concordato con la sua maggioranza e con i cittadini che lo hanno votato, bensì qualche progetto qua e là, di cui risponde a referenti specifici dentro Rho (vedi i proprietari di terreni da valorizzare, tra cui quelli della sua famiglia) sopra Rho (in Regione Lombardia, che controlla ospedali e treni) e fuori Rho (uno a caso: Diana Bracco, proprietaria degli immobili ex-Hanorah; rappresentante della Camera di Commercio di Milano in seno all’Expo 2015 SpA, di cui è Presidente, al di là di momentanei  guai con la Guardia di Finanza per i suoi 40 mt di yacht ormeggiati in Costa Azzurra). Infatti, persino tra i suoi c’è chi lo definisce “sindaco a progetto”.

A Lega e PdL va però fatto osservare che una maggioranza che dà e toglie la fiducia al suo Sindaco a seconda di come digerisce le ormai innumerevoli cene “di verifica”, e dopo tre anni di mandato gli chiede di azzerare bagattelle come il PGT, due poltrone da assessore, l’accordo con gli altri Sindaci sull’Alfa Romeo, per ricominciare da zero, non corrisponde certo al modello di amministrazione supermanageriale, che il 62% degli elettori aveva creduto di insediare tre anni fa, ma piuttosto a una delle tante “agenzie interinali” che piazzano disperati qua e là a caso, con contratti alla speraindio.
Per Rho, l’amministrazione Zucchetti è una crisi senza fine e un danno senza limiti: nella litigiosa precarietà senza prospettive del centrodestra, il bilancio preventivo dell’anno in corso non è ancora approvato (a fine giugno!) e molte spese necessarie ai cittadini sono senza copertura.
 
Sulla nostra pagina pdrho.org, tutti i documenti per farsi un’idea della situazione:
Ø la mozione di sfiducia presentata dal PD con le altre opposizioni e respinta dalla maggioranza
Ø l’odg “cortina fumogena” votato dalla maggioranza che “blindando” il Sindaco consente al centrodestra di non andare a casa
Ø il comunicato del Segretario PD Pietro Romano all’indomani della seduta del 15 giugno
Ø il manifesto-volantino PD che si sta diffondendo in città.
 
Aspettiamo tutti ai banchetti PD in centro a Rho nel fine settimana e lunedì 21 al mercato!

2010 [n.2] - Piccole fughe e grosse balle, negli anni del cemento

La cosa davvero grave, e falsa, è la dichiarazione del Sindaco Zucchetti sul fatto che l’argomento Alfa-Arese non abbia nessuna urgenza. Il Sindaco vuol far dimenticare che ha già sottoscritto, insieme ai Sindaci di Lainate e Arese, l’Accordo di Programma che chiude definitivamente la storia industriale dell’Alfa, e dà il via a un progetto immobiliare da 1000 alloggi e a un centro commerciale da 77.000 mq, che portano – secondo le stime della Regione Lombardia 5000 auto e 158 mezzi pesanti in più al giorno sulle nostre strade. Strade che non vengono né potenziate né collegate a Milano con nuovi mezzi pubblici.
Negozi chiusi a Rho, e Mazzo e Terrazzano sottoposte a ulteriori carichi di traffico e degrado. Se non è grave e urgente questo…

Il Consiglio Comunale non è stato coinvolto prima, nel "sì" detto dal Sindaco. E nemmeno ci si è riconosciuto, dopo. A tal punto che l’Assessore Tizzoni e parecchi membri della maggioranza dissentono apertamente dai termini dell’accordo. A loro, la vivace serata del consiglio comunale ha fatto più che comodo; e sono loro ad essersene serviti, per rimandare uno scontro interno che comunque riesploderà, probabilmente dopo le elezioni.

Meno che mai nel "sì" del Sindaco è stata coinvolta e si riconosce la città. Tanto è vero che sono sul piede di guerra le associazioni dei commercianti, pure tradizionali sostenitrici del centrodestra: costrette invece ad appoggiarsi alle opposizioni per ottenere voce su una decisione che giudicano devastante.

Poiché la maggioranza non ha avuto il coraggio di farlo, il PD ha chiesto per tempo e secondo tutte le regole un Consiglio Comunale: e l’ha chiesto aperto, in Auditorium sapendo bene per passate esperienze amministrative che determinate questioni generano tensioni, tanto più se non affrontate nei tempi e modi dovuti. Chi non ricorda negli anni scorsi la rivolta contro un progetto di trattamento dei rifiuti a Terrazzano, e parecchi Consigli Comunali “caldi” sulla questione Rom o ancora su temi occupazionali, cavalcati da parte delle opposizioni e con la pressione dei cittadini in aula? Per quanto scomodi, le Giunte precedenti li hanno gestiti, senza recriminazioni.

Per allentare le tensioni infatti occorre dare, a chi ritiene in gioco un suo interesse vitale, l’opportunità di esprimerlo pubblicamente. Gli operai Alfa protestano e si presentano alle assemblee pubbliche nei nostri Comuni da anni: lo hanno fatto spesso anche in Regione, e il Presidente Formigoni non ha mai blindato il Pirellone per questo.

A Rho non solo si è escluso il Consiglio aperto, invece, ma nella serata di convocazione la piazza è stata presidiata da un numero di forze dell’ordine quale mai si era visto: segno di un nervosismo che viene in questi giorni deliberatamente alimentato nel Paese e che fa il paio con l’esagerazione evidente del Sindaco sugli anni di piombo.

Chi li ha vissuti davvero, quegli anni, avrebbe saputo come gestire le richieste e il comportamento degli operai Alfa di giovedì. Chi si barrica in difesa, invece – sapendo bene di aver già messo il destino dell’area industriale più appetibile della Lombardia nelle mani di chi ne trarrà vantaggi affaristici in cambio del nulla per le nostre comunità locali – fa come ha fatto il Presidente del Consiglio Comunale, Kirn: cioè se la dà a gambe, lasciando la seduta nel caos. O come fa il Sindaco che, privo di giustificazioni per la propria incapacità e le divisioni della sua maggioranza, alza i toni per addossare ad altri le responsabilità sue: giochino in cui per altro il centrodestra è esemplare a livello nazionale. E al quale gli Italiani cominciano giustamente a reagire.

Quanto all’assenza dal Consiglio Comunale degli esponenti PD impegnati altrove in campagna elettorale, è la prova esatta del contrario di quello che sostiene Zucchetti: se si fosse trattato di una scelta strumentale, sarebbero stati presenti e ben in vista. L’hanno ritenuta, invece, una seduta di doveroso confronto sulla sostanza.
E poiché il PD continua a ritenerla tale, attende la fissazione della nuova data in cui sarà possibile discutere e misurare sulla sostanza dell’Accordo di Programma  ex Alfa la compattezza della maggioranza, prima che la decisione del Sindaco - con i danni che ne derivano per tutta la città - diventi irreversibile.

2010 [n.1] - Belle palle verdelega

Quando – a fine ottobre - compaiono nei centri commerciali le prime palle colorate, anche chi non ci aveva ancora pensato, sa che il Natale è in arrivo, entro un paio di mesi. Allo stesso modo, quando compaiono sui giornali le consuete palle verde-Lega, siamo certi che  la campagna elettorale è cominciata. Questa volta si tratta delle REGIONALI, previste per il prossimo marzo.  Per l’occasione, la Lega ripropone 3 spot tradizionali, di elementare padana il-logicità (o raffinato padano cinismo). Li elenchiamo di seguito: leggeteli uno per volta o in tre puntate, secondo il vostro gusto individuale: 

1. la disunione fa la forza

  • Premessa:

la sanità è da sempre il banco di prova del federalismo, dal momento che le competenze e i budget in materia sono totalmente in mano ai governi regionali. In Lombardia le politiche e le scelte sui dirigenti delle aziende ospedaliere le fa da sempre il centrodestra, di cui la Lega è pilastro. Le condizioni dell’azienda ospedaliera Salvini da cui dipendono gli ospedali di Rho e Passirana la qualificano da sempre come un feudo di periferia del sistema formigoniano.

  • Conseguenza:

il Leghista Cecchetti, ricandidato alle regionali, mai riuscito finora - come il resto dei colleghi di centrodestra del territorio - a rimettere la Salvini al centro dell’attenzione della sua Giunta, raccoglie adesso - buon ultimo – le firme per gli Ospedali rhodensi. La novità? Lo fa per “regalarci” un’azienda ospedaliera autonoma.  E’ la vecchia favola della secessione, rimedio sovrano ad ogni incapacità di gestione. Come se la divisione delle Direzioni ospedaliere producesse magicamente il moltiplicarsi di risorse, competenze, investimenti finora negati…  

2. chi trova un nemico trova un tesoro

  • Premessa:

La capacità di far rispettare la legalità è banco di prova dell’efficienza di un’amministrazione: i cittadini premiano chi si prende cura della loro sicurezza. Il nostro territorio ha indici di criminalità spicciola inferiori (per certi aspetti di molto) a quelli del resto dell’hinterland, grazie a una buona coesione sociale ereditata dalla propria storia sociale e amministrativa, capace di integrare e dare occupazione a chi viene da fuori. Si moltiplicano invece segnali allarmanti di infiltrazione di grossi interessi criminali sullo spaccio, sui cantieri, sulle infrastrutture e le grandi opere connesse all’Expo prossima ventura (magari).

  • Conseguenza:

I Leghisti, che fino a ieri chiedevano a gran voce l’abolizione dei Prefetti, longa manus di Roma ladrona, oggi si associano al Prefetto di Milano nel negare la presenza di mafie nella capitale morale. E i numerosi morti ammazzati nella nostra zona nell’ultimo anno? Vittime di mogli vendicative, probabilmente. Intanto, la legalità si ripristina con decine di uomini in divisa che compiono l’impresa di demolire in gennaio all’alba il tetto sulla testa di un uomo (cittadino italiano), 2 donne, 2 nonne e 10 minori.   E’ la redditizia caccia al sempiterno nemico Rom, prova di forza contro esseri umani rimessi per strada, più precari ed esposti di prima. Come se questo garantisse un salto di qualità nella sicurezza e nel rispetto della legalità a Rho e dintorni. 

3. Al cittadin non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere

  • Premessa:

Nella Giunta Zucchetti siedono due assessori leghisti. Sono così influenti che riescono agevolmente a commissariare i colleghi, facendo scrivere nelle delibere altrui quello che vogliono loro (ne sa qualcosa l’assessore Pellegrini), o a disertare le sedute di Giunta (ma prendendo intera l’indennità a fine mese). In Giunta sono passati tutti gli atti preliminari di un Piano di Governo del Territorio che a Rho cementifica 700.000 mq di aree ad oggi verdi, oltre a trasformarne altri 2.000.000 già edificati. Formaggio con le pere da leccarsi le dita per parecchi fortunati noti, in città. In Giunta è passato anche l’ultimo accordo di programma sull’area ex-AlfaRomeo, che prevede il centro commerciale più grande d’Europa: 77.000 mq di formaggio con le pere per qualche amico del Governatore. A mordersi le unghie saranno i negozianti di Rho. Gli Assessori leghisti hanno benedetto in Giunta formaggio, pere, piatto e forchetta, senza fare una piega.

  • Conseguenza:

Negli spot elettorali, il leghista Cecchetti rivendica a gran voce “le azioni fatte in Regione Lombardia, tutte mirate ad evitare che territori vergini venissero ingoiati da colate di cemento”, nonché la necessità di “mantenere inalterato il tessuto urbano anche per tenere vivo il commercio”.  Cosa dite? Che non c’è neanche un’ombra di coerenza tra la premessa e la conseguenza? Già. Chi glielo spiega a Cecchetti, che quando vota a Palazzo Visconti approva l’esatto contrario di quanto afferma al Pirellone? Forse non è colpa sua: può darsi che i Leghisti di Rho siano intolleranti al formaggio (oltre che all’islam), o forse esagerano con le pere… 
 
  In proposito, ecco i tre recenti comunicati di Pietro Romano, Segretario del PD di Rho.

  1. Ospedali di Rho: Cecchetti dove è stato in qusti 5 anni?
  2. Sgomberi rom: un accanimento inutile e sbagliato
  3. Pubblicità ingannevole

n.49 - Catrame

Roberto Zucchetti era partito due anni fa con ruspa e bitumiera scintillanti: “Quando mi hanno proposto di candidarmi a Sindaco di Rho ho posto come unica condizione di poter scegliere gli assessori”. E noi si credeva che li avesse individuati con cura, pronti con lui ad asfaltare il mondo.
Infatti ha liberamente nominato Vincenzo Carnuccio, non solo come assessore, ma come braccio destro: Vice sindaco.

n.48 - La tempesta perfetta

NO AL CAMPO NOMADI. E’ stato per un decennio la rendita elettorale della destra a Rho. Nel più generale capitolo-sicurezza, praticamente l’unico ritornello ripetuto e usato come clava, all’infinito. Il No al campo nomadi l’hanno sostenuto proprio tutti, nel centro destra: cattolici o meno, nostalgici o meno, leghisti o meno. Tutti. Non uno che abbia fatto neanche il tentativo di ragionare sui motivi che a Rho hanno portato alla realizzazione dell’insediamento di via Sesia.

[n.47] - Arte povera in via De Amicis

Se rientrate a Rho dopo le ferie in una località ordinata pulita e curata, fate una passeggiata in via De Amicis: ciò che vedrete ci assomiglia così poco, che vi farà venire voglia immediatamente di tornarvi.

[n.46] - Siamo vetero-democratici, cari miei.

Il consigliere Cecchetti sottolinea con aria grave “l'atteggiamento di mancata collaborazione manifestato a Rho dal PD e dall'opposizione più in generale, quando invece [1] è stato obiettivo di tutti riportare la situazione del trasporto pubblico alla normalità [2] riservando eventuali polemiche ad un momento successivo rispetto alla risoluzione del problema. La decisione di aver tolto la fermata di Rho Centro, del resto, è stata della Regione Piemonte e [3] nessuno ha fatto pressione sul proprio compagno politico piemontese, l'assessore Daniele Borioli, esponente del PD”.

[n.45] - E Brunetta prenda esempio.

Sperando di non essere importuni, preannunciamo più di un numero di PDNews nei prossimi giorni: il clima è caldo (e non ci riferiamo alle meteorine di Emilio Fede) e vale la pena di ragionare serrato, tutti insieme.

[n.44] - Capolavoro

Ebbene sì, adesso è crisi. Riprendendo le parole di Arianna Cavicchioli, capogruppo PD, lo ha ammesso anche il Sindaco Zucchetti, in Consiglio Comunale giovedì 2 luglio.
Seduta fallita, per mancanza del numero legale, alla quale – ricapitolando - non hanno partecipato: i due dissidenti storici ex FI (Mileti e Ivani); i due consiglieri (Polerà e Favuzzi) del gruppo di AN che, dopo la cacciata di Carnuccio, da 7 mesi non ha più un suo uomo in Giunta; i due consiglieri della DC (uno originale, Arigoni, e una acquisita, Papasodaro, con uno di quei “cambi di vago

[n.43] - Autotutela

Settegiorni non ha ritenuto di pubblicare il comunicato del Consgliere PDRho Pietro Romano. La questione pesa. Sopperiamo con i nostri modesti mezzi, dandone qui un riassunto e rimandando al testo integrale sul sito.

Noi vogliamo aprire un dialogo molto franco, sia con Fondazione Fiera che con Sviluppo Sistema Fiera spa per riallacciare i fili di una collaborazione, senza subalternità ma senza preconcetti contrari. Vogliamo vincere il contenzioso che si è aperto sull’ICI Fiera”.

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