2010 [n.2] - Piccole fughe e grosse balle, negli anni del cemento

La cosa davvero grave, e falsa, è la dichiarazione del Sindaco Zucchetti sul fatto che l’argomento Alfa-Arese non abbia nessuna urgenza. Il Sindaco vuol far dimenticare che ha già sottoscritto, insieme ai Sindaci di Lainate e Arese, l’Accordo di Programma che chiude definitivamente la storia industriale dell’Alfa, e dà il via a un progetto immobiliare da 1000 alloggi e a un centro commerciale da 77.000 mq, che portano – secondo le stime della Regione Lombardia 5000 auto e 158 mezzi pesanti in più al giorno sulle nostre strade. Strade che non vengono né potenziate né collegate a Milano con nuovi mezzi pubblici.
Negozi chiusi a Rho, e Mazzo e Terrazzano sottoposte a ulteriori carichi di traffico e degrado. Se non è grave e urgente questo…

Il Consiglio Comunale non è stato coinvolto prima, nel "sì" detto dal Sindaco. E nemmeno ci si è riconosciuto, dopo. A tal punto che l’Assessore Tizzoni e parecchi membri della maggioranza dissentono apertamente dai termini dell’accordo. A loro, la vivace serata del consiglio comunale ha fatto più che comodo; e sono loro ad essersene serviti, per rimandare uno scontro interno che comunque riesploderà, probabilmente dopo le elezioni.

Meno che mai nel "sì" del Sindaco è stata coinvolta e si riconosce la città. Tanto è vero che sono sul piede di guerra le associazioni dei commercianti, pure tradizionali sostenitrici del centrodestra: costrette invece ad appoggiarsi alle opposizioni per ottenere voce su una decisione che giudicano devastante.

Poiché la maggioranza non ha avuto il coraggio di farlo, il PD ha chiesto per tempo e secondo tutte le regole un Consiglio Comunale: e l’ha chiesto aperto, in Auditorium sapendo bene per passate esperienze amministrative che determinate questioni generano tensioni, tanto più se non affrontate nei tempi e modi dovuti. Chi non ricorda negli anni scorsi la rivolta contro un progetto di trattamento dei rifiuti a Terrazzano, e parecchi Consigli Comunali “caldi” sulla questione Rom o ancora su temi occupazionali, cavalcati da parte delle opposizioni e con la pressione dei cittadini in aula? Per quanto scomodi, le Giunte precedenti li hanno gestiti, senza recriminazioni.

Per allentare le tensioni infatti occorre dare, a chi ritiene in gioco un suo interesse vitale, l’opportunità di esprimerlo pubblicamente. Gli operai Alfa protestano e si presentano alle assemblee pubbliche nei nostri Comuni da anni: lo hanno fatto spesso anche in Regione, e il Presidente Formigoni non ha mai blindato il Pirellone per questo.

A Rho non solo si è escluso il Consiglio aperto, invece, ma nella serata di convocazione la piazza è stata presidiata da un numero di forze dell’ordine quale mai si era visto: segno di un nervosismo che viene in questi giorni deliberatamente alimentato nel Paese e che fa il paio con l’esagerazione evidente del Sindaco sugli anni di piombo.

Chi li ha vissuti davvero, quegli anni, avrebbe saputo come gestire le richieste e il comportamento degli operai Alfa di giovedì. Chi si barrica in difesa, invece – sapendo bene di aver già messo il destino dell’area industriale più appetibile della Lombardia nelle mani di chi ne trarrà vantaggi affaristici in cambio del nulla per le nostre comunità locali – fa come ha fatto il Presidente del Consiglio Comunale, Kirn: cioè se la dà a gambe, lasciando la seduta nel caos. O come fa il Sindaco che, privo di giustificazioni per la propria incapacità e le divisioni della sua maggioranza, alza i toni per addossare ad altri le responsabilità sue: giochino in cui per altro il centrodestra è esemplare a livello nazionale. E al quale gli Italiani cominciano giustamente a reagire.

Quanto all’assenza dal Consiglio Comunale degli esponenti PD impegnati altrove in campagna elettorale, è la prova esatta del contrario di quello che sostiene Zucchetti: se si fosse trattato di una scelta strumentale, sarebbero stati presenti e ben in vista. L’hanno ritenuta, invece, una seduta di doveroso confronto sulla sostanza.
E poiché il PD continua a ritenerla tale, attende la fissazione della nuova data in cui sarà possibile discutere e misurare sulla sostanza dell’Accordo di Programma  ex Alfa la compattezza della maggioranza, prima che la decisione del Sindaco - con i danni che ne derivano per tutta la città - diventi irreversibile.