Roberto Zucchetti era partito due anni fa con ruspa e bitumiera scintillanti: “Quando mi hanno proposto di candidarmi a Sindaco di Rho ho posto come unica condizione di poter scegliere gli assessori”. E noi si credeva che li avesse individuati con cura, pronti con lui ad asfaltare il mondo.
Infatti ha liberamente nominato Vincenzo Carnuccio, non solo come assessore, ma come braccio destro: Vice sindaco. Con lui ha scelto accuratamente altri 7 collaboratori, tra cui 2 leghisti, Roberto Giovanatti e Genesio Rossi: praticamente la seconda gamba della coalizione PdL-Lega; e poi Carolina Pellegrini, cuore della giunta Zucchetti (“bravissima”, l’aveva presentata fin dalla campagna elettorale).
Dopo solo un anno di insipida convivenza, il Sindaco permetteva la liquidazione di Rossi - senza stare a chiarirne gran che i motivi -, facendoselo sostituire da Massimo Pagani, amministratore del Carroccio pluridecorato (fuori Rho: dentro Rho insipido uguale). Già prima dello scorso Natale, dopo una sconcertante vicenda di reciproche dichiarazioni di disistima e conseguenti fibrillazioni della maggioranza (il più gentile dei giudizi di Zucchetti sul suo vice: “ho sentito molto la mancanza al mio fianco di un mediatore, attento a smussare gli irrigidimenti e le impuntature e attivo nel creare un clima di collaborazione dentro la Giunta e con i gruppi consiliari"), il Sindaco aveva dato un potente colpo di benna al proprio braccio destro: infedele e incapace, cacciato con ignominia.
Dopo l’amputazione, la ruspa comprensibilmente si è bloccata e il bitume si è rappreso, ma il Grande Asfaltatore senza un braccio non per questo si è arreso. Un paio di settimane fa è toccato a Giovanatti e Pagani, fior fiore della giovane Padania: “sono solo due ragazzi cretini”, ha decretato il Grande Asfaltatore (che li aveva scelti liberamente). Sparandosi così ad una gamba.
Evidente che l’emorragia uno scompenso al cuore lo doveva provocare, e infatti la sedia della “bravissima Pellegrini” ha tremato per il contraccolpo.
La ruspa si è capovolta e il bitume si è riversato sul Grande Asfaltatore.
Asfaltato tre volte, le condizioni per raddrizzare la ruspa gliele hanno dettate dall’alto (per sua stessa dichiarazione) nientemeno che i boss di PdL e Lega, che evidentemente Rho non la perdono d'occhio un minuto, pur nel loro gran daffare: 1) ricucire il braccio destro, restituendo a Carnuccio onore (ma non era un infedele?) deleghe (ma non era un lazzarone?) e “ruolo chiarificatore” (ma non era un incapace?); 2) tamponare l’emorragia leghista arrendendosi senza condizioni agli slogan razzisti dei “ragazzi cretini”; 3) lasciare la “bravissima Pellegrini” seduta per terra, sull’aborto del suo progetto IntegRho, che il Sindaco ha dichiarato concepito e partorito all’insaputa di tutto il resto della coalizione (e ci si interroga sull’abnegazione che induce la Pellegrini - bravissima - a restare lì, seduta per terra, appiccicata al suo sindaco asfaltato).
Se il PD finora era preoccupato per la città, oggi lancia davvero l’allarme: con Zucchetti asfaltato, è spianata la strada perché Rho diventi la pedina di interessi ben più astuti e feroci, quelli che da decenni cercano di far breccia nel nostro territorio, e che per decenni sono stati tenuti alla larga da Rho, grazie alla capacità di amministratori che si sono dati da fare anche loro per asfaltare, sì: ma solo i 130 Km di strade e marciapiedi rhodensi.
Perché il rischio che Rho soffochi sotto catrame di altro genere è lì, dietro l’angolo.
Non erano manager come Zuchetti, i precedenti amministratori, ma guardavano alla città consapevoli – almeno - che la politica è qualcosa di più complesso che manovrare una ruspa, e più impegnativo persino che dirigere un’azienda; qualcosa comunque di più dignitoso e meno cinico di quel “gioco di rapporti di forza”, cui Zucchetti ha dichiarato di arrendersi in Consiglio Comunale “perché questa è la politica”.
Come se fosse un dettaglio. Come se il ruolo del Sindaco non fosse esattamente quello di tener testa a quel gioco, con la forza del Sindaco: che è la forza dei cittadini che si sono fidati di lui e lo hanno eletto.
No, Roberto Zucchetti. Un Sindaco che si lascia asfaltare tre volte, e poi sta lì, seduto in poltrona, è un Sindaco a cui non importa che i suoi cittadini vengano asfaltati. Tre volte.