Come misura risolutiva contro le morosità nei servizi a domanda individuale - praticamente quelli rivolti alle famiglie (mensa scolastica, centri estivi, asilo nido, pre-post scuola, impianti sportivi...) - la Giunta Zucchetti il 9 giugno ha stabilito “l’obbligo di pagamento prima dell’inizio del servizio, pena l’esclusione automatica dal servizio stesso” E in caso di morosità pregresse anche su servizi diversi da quello cui la famiglia chiede l’iscrizione, altra esclusione automatica.
A parte il fatto che non sarà facile per gli uffici comunali tenere testa ai contenziosi, vista la notoria situazione di caos informatico per cui continua ad essere un mistero chi-ha-già-pagato-che-cosa (e gli utenti per primi sono disorientati e inviperiti), sarà interessante capire come se la caveranno le maestre che all’intervallo pranzo faranno sedere in un angolo a digiuno i bambini le cui mamme sventate non hanno ricaricato la tessera della mensa. O come gli istruttori li terranno fuori dalla palestra o le assistenti li lasceranno sul cancello della scuola. La clausola del pagamento anticipato è sensata, si intende. La applicano tutti i Comuni, da sempre: ma è l’”esclusione automatica” che ricade sui bambini, quella di cui sarà utile monitorare gli effetti.
Come “politica per le famiglie”, comunque, non c’è male. E’ nella linea della chiusura del servizio Tuttinsieme, e soprattutto di un altro fatto ancora più eclatante: son passati tre mesi, e della somma appostata a bilancio all’ultimo minuto sotto le pressioni dell’opposizione per aiuti alle famiglie colpite dalla crisi – anche a Rho, e più che altrove – nessuno ha saputo più nulla: dovevano essere 200.000 euro.
Ma intanto, l’assessore al bilancio ha dedicato tutta la sua attenzione all’organizzazione della seconda edizione di Rho Alive, e la comunicazione passata in Giunta è strabiliante: si fa cenno sommario a un ammontare di spese – assolutamente parziale – pari a 150.000 euro (per regalare ai rhodensi qualcosa che ha a che fare con Lost, X Factor e Miss Italia), e poi si disciplinano le sponsorizzazioni, letteralmente così: “contrariamente a quanto già previsto, si ritiene più adeguato posticipare il saldo delle sponsorizzazioni a 3 mesi dopo lo svolgimento dell’evento, al fine di favorire l’adesione degli sponsor (…) Si ritiene inoltre opportuno prevedere un’altra tipologia di contratto di sponsorizzazione più generica, nel quale non sia determinato l’onere economico a carico dello sponsor, che sarà definito al momento della firma, come gli oneri a carico del Comune di Rho (…)”. Anche il contratto per gli sponsor tecnici “sarà successivamente definito al più presto”.
Chiaro il concetto? La mamma di Rho si presenti dall’assessore Tizzoni col borsellino in mano a inizio mese, se vuole che il suo bambino mangi in mensa. Lo sponsor invece piazzi il marchio e poi ci pensi su con comodo; se mai, faccia sapere se e quando intenda lasciare una mancia a Tizzoni, che ad ogni buon conto le serate le ha già comprate, con i soldi di tutti.
Tanto, di famiglie col portafoglio gonfio, giusto per pagare esibizioni di aspiranti miss e aspiranti tronisti la città è piena, soprattutto in questo periodo. O no?
Questo è comunque quel che pensa e quel che fa l’amministrazione Zucchetti: e le due delibere son lì a dimostrarlo.