Cattolici democratici

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Carlo Borghetti
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Joined: 21/09/2007

Ha ancora senso parlare di cattolicesimo democratico? Che cosa si intende con questo termine oggi? Meglio la convivenza o la "contaminazione" delle culture politiche fondatrici del PD? Sono argomenti che mi intrigano... Chissà se riusciamo a parlarne... Per ora mi fermo alla proposta del tema. Alla prossima! CB

Polt (non verificato)
Ritratto di Polt
Caro Carlo ovvero CB la mia

Caro Carlo ovvero CB la mia risposta è secca e concreta e si sostanzia di due SI.
Il primo SI è relativo alla riflessione politico - culturale del cattolicesimo democratico che deve proseguire e vivere con una sua autonomia di pensiero.
Il secondo SI è relativo al tema della “contaminazione” che tu introduci. Un pensiero culturale e politico degno di questo nome non può non avere come orizzonte complessivo quello di essere al servizio del Paese confrontandosi con altri pensieri e reciprocamente contaminandosi senza per questo isterilire o rendersi insignificante.

Ritengo oggi più che mai necessario il contributo di pensiero politico dei cattolici democratici e dico questo in relazione sia ad alcune questioni chiave che il Partito Democratico sarà chiamato ad affrontare nelle prossime settimane e più specificatamente in relazione alla propria organizzazione interna, sia in relazione alle prospettive di crescita e sviluppo del Paese Italia.

Provo a fare qualche esempio per cercare di declinare la tua richiesta circa il “che cosa si può intendere oggi con questo termine”:

1. Leadership, confronto democratico, partecipazione, capacità di decisione.
Il PD fra pochi giorni – attraverso le primarie - sceglierà il suo leader politico nazionale. Dopo di che, attraverso la grande fase costituente, si darà regole e organizzazione. Io penso che già il “titolo” che daremo al leader dirà che partito vogliamo: Presidente, Segretario, Leader, Speaker … dietro ad ognuno di questi termini vi è una visione del ruolo che questa specifica persona sarà chiamata a svolgere per un certo tempo e al contempo una idea di partito più o meno democratica, più o meno verticistica. Sono convinto che l’organizzazione della forma partito sia ben di più che singoli codici; esprime l’idea di democrazia interna e la volontà maggiore o minore di accrescere la partecipazione dei futuri iscritti e dei simpatizzanti. Come organizzare una modalità democratica di confronto che coinvolga anche il “popolo della rete” in un tempo in cui le persone faticano ad uscire la sera per “fare” politica? Come trasformare il confronto ed il dibattito interno in decisioni rapide e possibilmente efficaci oltre che significative per le persone della propria città, del proprio paese?
Credo che il cattolicesimo democratico - con prudenza e con grande capacità d’ascolto di tutti - possa e debba dire la sua in tal senso per un di più di democrazia all’interno di un partito che ha l’ambizione di chiamarsi “Democratico”.

2. Riforme costituzionali, rivisitazione dei sistemi elettorali, nuova organizzazione della politica.
Il tema è all’ordine del giorno da anni … troppi e purtroppo con poche risposte efficaci e positive. Basti pensare al sistema elettorale del senato (in particolare) ma anche le liste bloccate e decise dai vertici. A me pare che tutti e dunque anche per i cattolici democratici - che hanno guadagnato in questi decenni grande credibilità proprio attraverso lo studio e la declinazione politica delle “infrastrutture costituzionali” – si riapra un tempo di riflessione, studio e discussione. Alcune stelle polari già esistono e vanno rinforzate e migliorate a partire da un incipit non negoziabile: la democrazia rappresentativa e parlamentare ha senso e forza se al centro del sistema politico vi è il cittadino elettore e non altro o altri. Se partiamo da qui, sarà più facile tornare a parlare delle preferenze come forma democratica e competitiva fra più candidati, se parliamo di collegi elettorali più piccoli (cfr Mattarellum) forse torneremo ad avvicinare il cittadino elettore ai propri rappresentanti; se parliamo di “casta politica” … molto si può dire e fare ma fare per davvero senza proclami populisti (che pure ci stanno)!

3. Alla ricerca dei contenuti: valori ultimi, Bio-etica, Bio-politica.
Il tema è di quello che fa tremare le gambe per la complessità e la delicatezza insita in parole come eutanasia, selezione pre-natale, vita artificiale, progresso scientifico, nuovi diritti, nuove libertà personali … . La crisi delle grandi ideologie storiche, una cultura sempre più orientata da sistemi di valore autobaricentrici e autoreferenziali certamente non aiutano la formazione di un pensiero comune e condiviso. Si guarda anche alla politica come fonte normativa e regolamentativi di queste sfide che toccano in modo straordinario la vita ed il futuro di ciascuno di noi e ciascuno dei nostri figli. Anche qui il cattolicesimo democratico può dire molto nella convinzione di poter essere un ponte e uno strumento di dialogo fra posizioni diverse, a volte opposte. Niente clericalismi, niente laicismi … più facile a dirsi che a farsi. Uno spazio culturale e politico straordinario che ci è dato di vivere in questo nostro tempo.

4. Un paio di “messaggi in bottiglia” circa l’originalità del nostro contributo.
Vorrei concludere questa riflessione citando due autorevoli e credibili figure del cattolicesimo democratico e sociale italiano: l’On. Pierluigi Castagnetti della Margherita e l’ On. Mimmo Lucà dei Cristiano sociali: il primo nel corso dell’assemblea di Cianciano dello scorso anno (29 settembre 2006) ricordando che il cattolicesimo democratico non è un catalogo di valori né la memoria di cose passate, affermava che è “un modo di concepire la democrazia e di illuminarla, di arricchirla dell’originale tradizione umanistica e personalista cristiana”. Il secondo l’On. Lucà sempre nel settembre del 2006 ad Assisi diceva:”Io non credo che la prospettiva del partito dell’Ulivo (il PD) deprimerà il protagonismo dei cattolici democratici. E’ anzi la condizione che può favorire una forte ripresa sia sul versante della laicità cristiana sia su quello dell’incidenza politica”. Saremo all’altezza di questa straordinaria sfida?

Polt